Press Cosa dicono di loro...


 
Esce il 16 Settembre 2013 per Auand Records “Fried Generation”, secondo lavoro del quintetto MOF.
I cinque musicisti, conosciutisi tra le aule del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, prendono il nome da un grande parcheggio adibito in passato a mercato ortofrutticolo e posto nel cuore della città emiliana.
Approfondendo il lavoro iniziato con il primo disco ‘Embarrassing Days’ del 2009 (Catsound Records), i MOF stuzzicano il pubblico introducendolo in un mondo fatto di mescolanza continua del linguaggio jazzistico con sonorità derivate dalla musica elettronica, utilizzata sia in modalità compositiva che in improvvisazione, fondendosi con gli strumenti acustici.
Il disco Fried Generation rappresenta uno sviluppo ulteriore di questo concetto alternando brani energici e ricchi di interplay (A.M., The One Who Met Miss Jones, Dramma in B) momenti meditativi (Leo Rising, You’re Doing It Wrong, Morning, Finally Fried) e composizioni più elaborate dal punto di vista della scrittura (The Unconscious Choice, Pay Pray Play, Eureka).

Tredici brani spesso uniti l’uno con l’altro per confezionare un disco concept fatto di musica non autoreferenziale che segna nuovi traguardi e punti di partenza per il gruppo e, allo stesso tempo, lancia uno sguardo tragicomico sullo stato di salute di una generazione.

Il lavoro viene arricchito dalla collaborazione di Alfonso Santimone al pianoforte nei brani Eureka e Finally Fried. In questi anni il gruppo si è esibito nei più importanti festival e clubs italiani riscuotendo ampi consensi sia da parte della critica giornalistica che dal pubblico.

 
 
 
LE NOTE DI COPERTINA SCRITTE DA PATRIZIO FARISELLI
 
“Mi è piaciuto subito il senso di libertà e la determinazione che emergono dal lavoro dei MOF. Sono giovani, ma nella loro musica si coglie un innato talento, sia nella progettualità compositiva, che nell’uso dell’improvvisazione estemporanea.
MOF mostra cosa significhi essere musicisti di oggi, senza apparenti pregiudizi formali né condizionamenti modaioli con lo spirito di chi, anche attraverso la disciplina di gruppo, rivendica il diritto di fare musica viva, ricca e profonda.
Spero continuino per questa strada. Buon ascolto.”
(Patrizio Fariselli)

 

“I nuovi protagonisti del jazz italiano a cavallo tra rock, jazz, elettronica, tradizione e futuro.”
(“SentireAscoltare Magazine” N°81_82 Luglio-Agosto 2011)

 

“È sicuramente un jazz d’avanguardia con tanto cuore e rispetto per la tradizione.”
(Marco Tamburini)

 

“L’esordio Embarrassing Days mette in fila otto pezzi originali che spaziano tra post-bop allucinato e disinvolta pensosità. Disco che diverte e sbalordisce. Bravi ma bravi davvero.”
(Stefano Solventi, “SentireAscoltare Magazine”)

 

Embarrassing days riesce ad “imporsi” ascolto dopo ascolto e rivela soluzioni e particolari ad ogni nuovo passaggio nel lettore, grazie alla disposizione attenta dei vari elementi e all’equilibrio cercato senza forzature e strappi.”
(Fabio Ciminiera, “Jazz Convention” )

 

ENGLISH

MOF are realising a new album on 16th September 2013 (Auand Records).
The five musicians met in the Conservatorio Frecobaldi in Ferrara and their name was inspired by a large parking lot that was once a fruit and vegetable market in the heart of the Italian city.

Building on the work started in their first album “Embarrassing Days” (2009, Catsound Records), MOF tickle their audience introducing them to a world made of a continuous blending of jazz idioms with sounds derived from electronic music. This is used both through composition and improvisation, interacting with acoustic instruments.

The album “Fried Generation” represents a further development of this concept, alternating energetic tracks (A.M., The One Who Met Miss Jones, Dramma in B), meditative moments (Leo Rising, You’re doing it Wrong, Morning, Finally Fried) and more elaborate compositions (The Unconscious Choice, Pay Pray Play, Eureka).

Thirteen tracks – linked one to the other – converge to form a concept album that is not self-referential. MOF cross new borders and sketch new starting points while offering a tragic-comic glimpse of their/this generation.

The new album is enriched by the collaboration of Alfonso Santimone at the piano in Eureka and Finally Fried. In the past few years, the group has played in the most important Italian festivals and clubs receiving enthusiastic support from both music critics and the larger audience.